Quando è tempo di castagne

Le castagne sono i frutti del castagno, albero diffusissimo nelle regioni collinari e montane ad altezze tra 350 e 800 metri, la cui raccolta avviene in autunno. Questi frutti sono contenuti dentro un riccio verdognolo dove si possono trovare generalmente 2 o 3 castagne; quando si ha una sola castagna nel riccio,questa assume dimensioni notevoli e viene detta marrone.
Il castagno era già conosciuto al tempo degli Etruschi e il suo frutto era molto diffuso presso i Romani e nel Medioevo.
Il suo uso non era limitato soltanto all’alimentazione ma anche nella cosmesi (come impacco per mantenere i capelli biondi) e in fitoterapia, come infuso o estratto, dalle proprietà astringenti sia per la pelle che per le affezioni intestinali.
In passato le castagne erano considerate una risorsa provvidenziale nelle annate di magra ed erano utilizzate come un pane vegetale. A testimoniare l’importanza che hanno avuto citiamo alcuni detti popolari: “Oca, castagna e vino tiene tutto per San Martino” a significare che in autunno e in inverno è bello stare in compagnia al tepore del camino, a mangiare le castagne con un bicchiere di vino. Una vecchia filastrocca peri bambini narrava le virtù dell’umile ma preziosa castagna e iniziava dicendo: “Guscio spinoso, cuor generoso”, riassumendone così le caratteristiche.
Venivano consumate fresche, arrostite, bollite,ridotte in farina e per fare minestre, focacce, castagnacci e dolci.
Le castagne non dovrebbero essere mangiate crude perché la presenza di acido tannico le rende di difficile digestione; anche le castagne arrostite possono essere di difficile digestione a causa della cottura disomogenea e la presenza di parti carbonizzate.
Non dovrebbero comunque essere mangiate in grandi quantità poiché possono causare acidità di stomaco e meteorismo intestinale.