L’iperglicemia post-prandiale

L’unica strategia efficace per prevenire le complicanze in un diabetico è avere un buon controllo della glicemia.

È ormai accertato che l’iperglicemia è la causa più importante delle complicanze del diabete. Di conseguenza l’unica strategia efficace per prevenire le complicanze in un paziente diabetico è avere un buon controllo della glicemia. Negli ultimi anni si sono accumulate moltissime osservazioni che dimostrano, però, che non basta avere un buon controllo della glicemia rilevata a digiuno, ma che è necessario controllare anche la glicemia che si ha dopo pranzo, e questo per una serie di motivi. Uno dei più importanti è sicuramente che studi hanno dimostrato che l’iperglicemia post-prandiale può essere di per sé un fattore aggravante le complicanze del diabete, in particolare quelle cardiovascolari. Infatti gli aumenti acuti della glicemia sono in grado di danneggiare specificamente le cellule endoteliali, vale a dire quelle cellule che tappezzano i vasi e che e ne regolano la funzione. Quando queste cellule sono danneggiate è più facile che insorga un infarto o si sviluppi l’arteriosclerosi. Un altro motivo importante è dato dal rapporto che esiste tra l’iperglicemia post-prandiale e l’emoglobina glicosilicata. È noto che il controllo della glicemia nel tempo è valutato con l’emoglobina glicosilicata e che bisognerebbe che questa fosse non superiore al 7%. Ebbene studi hanno dimostrato che il livello di emoglobina glicosilicata è fortemente influenzato dai valori della glicemia post-prandiale. Da qui deriva che una strategia importante per tenere sotto controllo l’emoglobina glicosilicata consiste nel controllare la glicemia post-prandiale.
Su questo aspetto le Società scientifiche stanno lavorando alacremente per fornire delle indicazioni pratiche sia sui livelli di glicemia post-prandiale da raggiungere sia sulla frequenza delle misurazioni. Nel frattempo, dal punto di vista pratico si può consigliare di misurare la glicemia 2 ore dopo i pasti e di aggiustare la terapia per cercare di tenere quanto più vicino al normale anche la glicemia post-prandiale.

Antonio Ceriello 
Istituto di Medicina Interna Università di Udine