È tempo di vacanze

Una gamma di consigli e di avvertenze utilissimi affinché si possa beneficiare  a pieno di questo periodo lungamente atteso

Le vacanze sono, o almeno dovrebbero essere, un momento di ristoro materiale e spirituale,  un giusto equilibrio tra esigenze del corpo e della mente, lontano dai quotidiani affanni, per tutti,  diabeti compresi?
Certamente sì!
Se è così, si può lasciare a casa anche la malattia dimenticando, almeno per un breve periodo, tutte le regole del buon controllo glico-metabolico?
Certamente no!
Il diabete non va in vacanza, non concede distrazioni troppo lunghe, tuttavia può essere vissuto anche in questo periodo con intelligenza, senza eccessive preoccupazioni, purché si seguano le buone norme già attuate nel resto dell’anno, con qualche accorgimento in più che, se attuato, può evitare inutili stress e pericoli.
In sintesi è meglio programmare che improvvisare.

Il che si traduce in:
• Un’accurata preparazione.
• Un’attenta considerazione al tipo di viaggio.
• Un’attenta considerazione al tipo di soggiorno.
• Un’attenta considerazione al tipo di lingua e comunicazione.

Preparazione
Assicurarsi di avere una sufficiente scorta di insulina (o ipoglicemizzanti orali in rapporto al tipo di diabete) da coprire non solo il periodo di soggiorno programmato, ma anche eventuali imprevisti. Lo stessa discorso vale anche per le siringhe da insulina, gli aghi per le penne, le strisce reattive per la glicemia (con relativo reflettometro) e per l’urina, le lancette pungidito, cotone e soluzione o fazzoletti disinfettanti.
Ricordarsi delle fiale di glucagone e delle zollette di zucchero.
Farsi consigliare dal medico di famiglia o dal diabetologo per eventuali altri farmaci di scorta, in caso di febbre, diarrea, vomito, disturbi urinari e respiratori, etc.
Eseguire il trattamento antimalarico e le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie (antitifo, anticolera) in caso di viaggi nei Paesi a rischio (viaggi esotici).
Verificare la data di scadenza dell’insulina, degli ipoglicemizzanti orali, delle strisce reattive e di tutti i farmaci.
Disporre di pile di ricambio per il reflettometro.
Disporre di un contenitore termico in cui porre farmaci e materiale diagnostico-terapeutico.

E inoltre…  non dimenticare:
…La tessera del diabetico, compilata possibilmente in due lingue (italiano, inglese) con le precise indicazioni terapeutiche in atto, i consigli ai soccorritori in caso di ipoglicemia ed un preciso punto di riferimento in caso di necessità: telefono di casa, del medico di famiglia, del Servizio di Diabetologia.
Il diario dell’autocontrollo, sia per un continuativo uso personale sia per un eventuale consulto medico nel corso delle vacanze.
Il tesserino delle vaccinazioni obbligatorie e di quelle consigliate aggiornate (chiedere una supervisione al medico).
Un certificato medico (con versione anche in inglese) che attesti anche il tipo di diabete, il trattamento in atto, la presenza di eventuali complicanze, la necessità di trasportare siringhe da insulina, aghi sia per motivi di chiarezza e sicurezza in caso di necessità sia per evitare problemi (rischio di essere scambiato per tossicodipendente).
Il tesserino sanitario, il codice fiscale ed un eventuale certificato di assicurazione.
Di assumere le necessarie informazioni sulla concentrazione di insulina ed il tipo di siringhe in uso nel Paese di destinazione, che possono anche essere differenti dalle nostre  (in Italia dal 1° marzo si usano solo insuline e siringhe U 100).

In viaggio
La durata del tragitto e le modalità di trasporto porteranno ad assumere alcune precauzioni.

Viaggio in macchina
Controllare la glicemia e mangiare prima di mettersi in viaggio, riducendo per prudenza la dose di insulina o di ipoglicemizzanti orali.
Se il tragitto è breve, meno di un’ora, è sufficiente un pasto con 20-30 grammi di glucidi.
Se il tragitto supera l’ora il quantitativo di glucidi deve essere aumentato (60 grammi) e ogni due ore è bene controllare la glicemia.
È consigliabile evitare tragitti troppo lunghi senza soste intermedie.
È meglio guidare con una glicemia tra 150-180 mg/dl che tra 100 e 150 per evitare crisi ipoglicemiche.
Ricordarsi che l’ipoglicemia può insorgere dopo 1-3 ore dall’iniezione di insulina e anche dopo alcune ore dall’assunzione di ipoglicemizzanti orali.
I sintomi principali dell’ipoglicemia sono: sensazione di fame, sudorazione, batticuore, ansia, agitazione, pallore, disturbi visivi.
Portare sempre con sé tre zollette di zucchero (e tre di riserva) che vanno immediatamente assunte in caso di ipoglicemia, portare anche la tessera di diabetico e una confezione di glucagone. Il tutto deve essere prontamente disponibile in caso di necessità.
Avvertire familiari, amici, colleghi di lavoro, compagni di viaggio della propria condizione di diabetico, in modo che possano gestire correttamente il trattamento dell’ipoglicemia in caso di necessità.
Ricordarsi sempre che il diabetico è una persona responsabile con diritti, ma anche dei doveri verso se stesso e verso gli altri. Un diabetico al volante deve essere doppiamente responsabile, consapevole dei rischi che può correre e può far correre.

Viaggio in aereo
Conservare sul proprio orologio l’ora della sede di partenza in modo da valutare esattamente il  tempo trascorso dall’ultima iniezione di insulina o dall’assunzione di ipoglicemizzanti orali.
Tenere nel bagaglio a mano la borsa termica con tutto il materiale diagnostico terapeutico, in modo da averlo a disposizione in qualunque momento.
Non mettere mai insulina e strisce reattive in valigia (rischio di congelamento).
Portare con sé uno spuntino di riserva, in caso di necessità.
Avvisare le hostess, soprattutto se si è soli, della necessità di poter avere il pasto con priorità.
Eseguire una glicemia di controllo (in caso di lunga durata del volo) prima dell’arrivo.

Viaggio in nave
Avvisare il medico di bordo della propria condizione di diabetico. Premunirsi contro il mal di mare, con le necessarie compresse.

Viaggio in treno
Avere a portata di mano la borsa termica con tutto il materiale diagnostico terapeutico. Portare uno spuntino e acqua.

Il soggiorno
La conservazione dell’insulina
Sia per i flaconi che per le penne e le cartucce valgono le seguenti considerazioni:
• l’insulina di scorta va conservata ad una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi e mantenuta al riparo dalle fonti di calore e dalla luce (soluzione ideale in frigorifero);
• l’insulina in uso può essere conservata ad una temperatura non superiore ai 25 gradi al riparo da luce e calore; in queste condizioni può essere utilizzabile fino a 28 giorni. In tutti i casi l’insulina non deve essere congelata (attenzione a non mettere a contatto diretto l’insulina con le piastre ghiacciate).

Avvisare il personale dell’albergo dell’insulina messa in frigorifero e dell’eventuale presenza di una borsa termica nella camera.

L’attività fisica

Durante le vacanze l’attività fisica può essere modificata. In caso di bassa attività fisica, riposo, la dose di insulina o di ipoglicemizzanti orali può essere aumentata.
In caso di esercizio fisico bisogna adattare le dosi e l’alimentazione a seconda del tipo di sforzo e della durata. Uno sforzo fisico modesto o lieve di solito non modifica in modo significativo il fabbisogno di insulina.
Si consiglia comunque di assumere 20-30 grammi di glucidi supplementari al termine. Uno sforzo impegnativo e prolungato diminuisce il fabbisogno di insulina (diminuire la dose) e necessita di un apporto glucidico di zuccheri ad assorbimento lento prima e dopo lo sforzo (riso, pasta, pane) ed assorbimento rapido (succhi di frutta, zollette…) durante lo sforzo.
Si consiglia in ogni caso di eseguire una glicemia prima dell’esercizio, per prevenire una eventuale ipoglicemia, di bere molta acqua prima, durante e dopo e di avere a disposizione sempre delle zollette di zucchero.
L’esercizio fisico intenso è controindicato in caso di diabete scompensato (glicemia elevata e chetonuria).

La cura dei piedi
Usare scarpe confortevoli per il viaggio (con possibilità di ricambio).
Non camminare a piedi nudi (pantofole in albergo, sandali in spiaggia).
Accurata igiene quotidiana, applicando le norme del decalogo di protezione che tutti conoscono.

Altri consigli igienici utili (soprattutto in viaggi esotici)
– Lavarsi le mani prima di ogni pasto e di cucinare.
– Lavare e pulire frutta e verdura.
– Evitare bevande ghiacciate, usare acqua minerale.
– Fare attenzione ai formaggi freschi.
– Preferire gli alimenti cotti a quelli crudi.

Consigli alimentari
– Non scordarsi a casa la dieta concordata con il proprio diabetologo o dietologo.
– Qualche piccola eccezione trasgressiva non deve diventare la regola! Bere con moderazione vino, birra, aperitivi, digestivo.

Tipo di lingua (comunicazione)
Conoscere almeno qualcuna delle seguenti frasi in inglese o francese poiché possono essere utili in caso di necessità (portare con sé anche un testo scritto)

“Ho un diabete non insulino-dipendente”
– “J’ai un diabète non insulino-dépendant” (Francese)
– “I have a no insulin dependant diabetes” (Inglese)

“Ecco il mio libretto di controllo”
– “Voici mon carnet de surveillance” (Francese)
– “Here is my diarycard” (Inglese)

“Non mi sento bene”
– “Je ne me sens pas bien” (Francese)
– “I don’t feel well” (Inglese)

“Ho un diabete insulino-dipendente”
– “J’ai un diabète insulino-dépendent” (Francese)
– “I have an insulin-dependent diabetes” (Inglese)

“Faccio nr. … punture di insulina al giorno”
– “Je me fais … injections d’insuline par jour” (Francese)
– “I give myself … injections of insuline each day” (Inglese)

 “Per favore, chiamate un dottore”
– “Allez me chercher un medicin, s’il vous plait” (Francese)
– “Please, get me a doctor” (Inglese)

 “Datemi dello zucchero”
– “Donnez moi du sucre” (Francese)
– “Give me some sugar” (Inglese)

“Ho avuto una ipoglicemia”
– “J’ai fait une hypoglycémie” (Francese)
– “I have had an hypoglycemia” (Inglese)

Ed infine uno o più libri di buona lettura che non trattino di … diabete.

Giuseppe Bargero
Malattie Metaboliche e Diabetologia
ASL 21 – Casale Monferrato
(Alessandria)