Acque ed acque minerali

L’acqua è un costituente essenziale dell’organismo umano per il mantenimento della vita ed anche quello presente in maggior quantità. Nel neonato rappresenta il 75% del peso corporeo e nell’adulto il 55-60%. Non vi è alcun sistema, nel nostro corpo, che non dipenda direttamente dall’acqua, per cui  è fondamentale mantenere un giusto equilibrio tra le entrate e le uscite. Noi perdiamo continuamente acqua attraverso le urine, le feci, la sudorazione e la respirazione. Tanto per dare dei numeri, nell’adulto medio attraverso l’aria espirata, l’evaporazione della cute e la sudorazione si possono perdere dai 600 ai 1000 ml al giorno e con le urine intorno ai 1300 ml; il fabbisogno di acqua è, per convenzione,  pari ad 1 ml per ogni chilocaloria alimentare introdotta nella giornata. Ma quale acqua dobbiamo bere per bilanciare le perdite? La risposta immediata è anche la più semplice: sia l’acqua del rubinetto che quella imbottigliata sono sicure e controllate. L’incremento progressivo delle vendite di acqua minerale ed i costi, soprattutto nelle città turistiche  in estate, hanno fatto dire che l’acqua sta diventando più preziosa del vino. Gli italiani sono i più grandi bevitori di acqua minerale del mondo: nel 2002 hanno consumato qualcosa come dieci miliardi di litri di acqua minerale, pari a 170 litri a testa. L’aumento di consumi ha riguardato le confezioni più piccole e le acque meno costose e  nel 2003 le marche di minerale commercializzate sono state 259. In realtà tre quarti del mercato (76%) è nelle mani di soli sei gruppi. L’acqua è comunque un bene prezioso anche per altri motivi: in una relazione dell’Istituto delle Risorse Mondiali si prevede che nel 2025 metà della popolazione mondiale sarà a secco e più di tre miliardi di esseri umani avranno problemi di approvvigionamento idrico. Fino a pochi anni or sono era possibile bere solo due tipi di acqua: quella dell’acquedotto e quella in bottiglia. Oggi è possibile commercializzare qualunque tipo di acqua che sia  rispondente ai requisiti igienici di legge per cui abbiamo acque trattate, di rubinetto e purificate e acque non trattate, di sorgente e minerali.
Possono essere considerate acque minerali solo quelle che avendo origine da una falda o da un giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e possiedono caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute ( DL 25/02/92 n 105). Ma cosa differenzia le acque minerali dalle altre acque? Sicuramente la sicurezza e l’affidabilità dal punto di vista igienico. E cosa le caratterizza? Plinio scriveva “talis aquae qualis terra per quam fluunt” (le acque sono tali e quali il terreno che attraversano) ed aveva ragione perché la mineralizzazione e la classificazione dipendono dall’azione solvente esercitata dall’acqua sui minerali con cui viene a contatto. I valori del residuo fisso ci consentono di dividerle in:

Minimamente mineralizzate: residuo fisso < 50 mg/l

Oligominerali: residuo fisso >50 e < 500 mg/l

Mineralizzate: residuo fisso > 500 e <1500 mg/l

Ricche di sali minerali se residuo fisso > 1500 mg/l

Le oligominerali rappresentano il 63% delle acque minerali imbottigliate e sono caratterizzate da una ridotta concentrazione di mineralizzatori, dalla presenza in tracce di oligoelementi e da una quantità più o meno grande di gas disciolti. Nonostante i consumi elevati penso sia necessario sfatare alcune false credenze: Non è vero che l’acqua vada bevuta solo fuori dei pasti: una giusta quantità è utile per favorire i processi digestivi.
Non è vero che l’acqua faccia ingrassare: l’acqua non contiene calorie.
Non è vero che l’acqua provochi ritenzione idrica: dipende piuttosto dal sale contenuto nei cibi.
Non è vero che il calcio presente nell’acqua non è assorbito: la capacità di assorbimento intestinale è pari a quella del latte.
Non è vero che l’acqua gasata faccia male: una modica quantità di CO2 migliora la conservabilità.
Non è vero che le saune e le acque povere di minerali facciano dimagrire: le saune fanno solo eliminare sudore e spesso i sali contenuti nell’acqua minerale aiutano l’eliminazione di quelli in eccesso nell’organismo.
Un ultimo avvertimento: ricordiamoci che il 30% delle acque minerali in commercio presenta un alto contenuto in sodio. L’uso di tali acque non è indicato nei soggetti ipertesi e il fatto che alcune marche esprimano la quantità di sodio in percentuale anziché in mg/l può essere fonte di confusione.

Giuseppe Fatati
Responsabile dell’ Unità di diabetologia,
dietologia e nutrizione clinica dell’ Azienda ospedaliera S. Maria
Terni